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Non aspettarmi,
non c'entrano gli astri,
sono altrove.
Non c'è troppo da scrivere. Parlano le immagini in televisione, le cronache sul web o i giornali. Di fronte all'inferno nucleare anche uno dei più rovinosi terremoti della storia dell'umanità impallidisce.
Dopo quello che sta succedendo in Giappone (che è già successo? che succederà?) anche quelli tiepidi riguardo al nucleare "civile", quelli che cambiano e ricambiano idea, hanno finalmente l'opportunità di rendersi definitivamente conto di quanto costi realmente il nucleare. Gli scrittori e gli amanti della fantascienza, le persone di buon senso già l'hanno immaginato. I sedicenti "esperti" ci stanno faticosamente arrivando: ogni stravolgimento e catastrofe, naturale o causata dall'umanità, può avere delle conseguenze gravissime su una o più delle 439 centrali nucleari attive nel mondo: guerre convenzionali, terrorismo, tsunami, terremoti, inondazioni, crisi economiche rovinose, sbadataggini, leggerezze, errori di progettazione, obsolescenza, appalti truccati, suicidi... Qualunque cosa succeda noi, i nostri figli, i figli dei nostri figli e così via, dovremo badare, accudire e stare attenti all'incolumità delle nostre carissime, fragili, letali centrali nucleari, a quelle già esistenti e eventualmente a quelle ancora da fare, a questi piccoli, potenziali inferni che ci hanno messo nel cortile di casa.
Per quello che vale: un pensiero commosso e sentito al popolo giapponese, per la sofferenza e l'angoscia che ancora una volta è costretto a patire.
immagine dalla rete