lunedì 28 marzo 2011

Haiku (cinque)


Non aspettarmi,
non c'entrano gli astri,
sono altrove.

venerdì 18 marzo 2011

H.I.M.B.Y. (Hell In My Back Yard)


Non c'è troppo da scrivere. Parlano le immagini in televisione, le cronache sul web o i giornali. Di fronte all'inferno nucleare anche uno dei più rovinosi terremoti della storia dell'umanità impallidisce. 
Dopo quello che sta succedendo in Giappone (che è già successo? che succederà?) anche quelli tiepidi riguardo al nucleare "civile", quelli che cambiano e ricambiano idea, hanno finalmente l'opportunità di rendersi definitivamente conto di quanto costi realmente il nucleare. Gli scrittori e gli amanti della fantascienza, le persone di buon senso già l'hanno immaginato. I sedicenti "esperti" ci stanno faticosamente arrivando: ogni stravolgimento e catastrofe, naturale o causata dall'umanità, può avere delle conseguenze gravissime su una o più delle 439 centrali nucleari attive nel mondo: guerre convenzionali, terrorismo, tsunami, terremoti, inondazioni, crisi economiche rovinose, sbadataggini, leggerezze, errori di progettazione, obsolescenza, appalti truccati, suicidi... Qualunque cosa succeda noi, i nostri figli, i figli dei nostri figli e così via, dovremo badare, accudire e stare attenti all'incolumità delle nostre carissime, fragili, letali centrali nucleari, a quelle già esistenti e eventualmente a quelle ancora da fare, a questi piccoli, potenziali inferni che ci hanno messo nel cortile di casa. 



Per quello che vale: un pensiero commosso e sentito al popolo giapponese, per la sofferenza e l'angoscia che ancora una volta è costretto a patire.  

immagine dalla rete