sabato 11 luglio 2009

Esperti vs dilettanti


Horrobin sostiene che esistono due tipi di problemi a proposito dei quali viene richiesto il parere degli esperti. Il primo è quello dei problemi che sono già stati risolti. In questi casi l'esperto è colui che sa che esiste la soluzione e conosce i principi generali che l'hanno resa possibile. Per questo è in grado di usare quanto sa per far fronte a una situazione che richiede semplicemente una nuova applicazione di quei principi. Se ad esempio vogliamo costruire un ponte, ci rivolgiamo a una società esperta nella costruzione di ponti, che ne ha già costruiti molti altri
(…) Esistono però molti problemi dei quali non è stata ancora trovata una soluzione, neppure in linea di principio o in via generale (…) E' perciò assurdo e paradossale, dice Horrobin, che anche in questi casi noi ci rivolgiamo ad esperti. Si tratta di un grave errore perché le persone che consultiamo, oltre a non avere in mano alcuna soluzione, hanno tutto l'interesse che il problema non sia risolto. (…) e che “tutto quello che dà soddisfazione a questo tipo di esperti finirebbe immediatamente se fosse trovata una soluzione reale al problema, le idee e le convinzioni di molti di loro verrebbero immediatamente screditate (…) finirebbero gli inviti ai grandi convegni, la carriera si arresterebbe e i finanziamenti si ridurrebbero" (…) L'ovvia conclusione di Horrobin è che bisogna togliere a questo tipo di persone il potere di decidere quali progetti finanziare e in che misura. Ma allora a chi va demandata questa decisione? La risposta di Horrobin è semplice: a coloro che sono realmente interessati alla soluzione dei problemi piuttosto che alla perpetuazione della loro insolubilità”.

Ho fatto spezzatino, e mi scuso, di questo brano di un bel libro di Federico Di Trocchio, che vale la pena leggere per intero: Il genio incompreso, uomini e idee che la scienza non ha capito, Mondadori, 1997, pag. 128 - 129. Citando il professor David Horrobin, Di Trocchio spiega quanto gli esperti siano interessati a rimanere esperti più che risolutori dei problemi, e anche se il pensiero di Horrobin si riferisce e calza alla perfezione l'ambito medico, anche in altri settori la figura dell'esperto condiziona – spesso in maniera conservatrice – le pratiche, le discipline e le arti più disparate. Da meditare, e dove possibile da applicare, mi sembra.

martedì 7 luglio 2009

Vatti a fidare dei bambini dai capelli verdi



Sembrava che sulla Terra non ci fosse posto per il bambino dai capelli verdi.
“Vai via” gli dicevano gli adulti, oppure “torna a casa tua!” senza sapere dove fosse la casa del bambino, o se addirittura ce l'avesse una casa.
I bambini ascoltavano gli adulti, provavano a imitare le loro facce e anche loro gli dicevano: “Vai a giocare più in là, qui non ti vogliamo”.
Il bambino dai capelli verdi si spostava sempre più in là, ogni giorno da qualche altra parte finché sulla Terra non ci fu più un qui dove stare né un là dove andare.
Allora il bambino dai capelli verdi uscì dalla Terra e volò nello spazio nero e profondo, dove non c'era nessun adulto né bambino, né un qui né un là,
Mentre si allontanava la Terra diventava sempre più piccola, come un'anguria, come un'arancia, come un'albicocca, come una ciliegia.
Era così piccola la Terra che il bambino dai capelli verdi poteva tenerla tra il dito pollice e l'indice della mano destra.
Infatti la tenne lì per un po'. Poi la schiacciò.