
“Con una voce dolce, dall'accento indefinibile, spiega che la clandestinità è l'unico modo per conoscere davvero la strada. Altrimenti si legge la cartina. E poi si capisce come si comporta la merce all'interno delle casse. Le farine che marciscono sul fondo delle cisterne, i colpi che fanno sbriciolare i surgelati, i carburanti che vengono diluiti durante il viaggio, quel grado o due di differenza che bastano a far maturare le banane (il semplice contatto con il calore del tuo corpo, ti ingialliscono intorno, e si impara a mettersi lunghi distesi sul carico per avere di che nutrirsi durante la traversata)”.
Philippe Vasset, Il generatore di storie, minimum fax, 2006, pag 56.



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