
Antoine de Saint-Exupéry scomparve con il suo aereo militare durante un volo di ricognizione sul Mediterraneo il 31 luglio del 1944. Nessuno sapeva che fine avesse fatto, se fosse stato abbattuto, se avesse avuto un guasto o si fosse suicidato. C’erano motivi per credere anche all’ultima ipotesi.
Lo scrittore aviatore pilotava un aereo Lockheed P-38 Lightning, come quello nella foto, che ha la bellezza affilata di parecchi strumenti di morte. Sembra però che Saint-Exupéry non volesse armi sul suo aereo, affidandosi alla sua velocità e maneggevolezza.
Qualche tempo fa un ex-pilota militare tedesco di 88 anni ha affermato di aver abbattuto l’apparecchio di Saint-Exupéry (l'articolo, in francese, lo trovate qui). Ha pure sostenuto che il francese era il suo scrittore preferito da ragazzo, e che se avesse saputo che era lui non avrebbe sparato. Peccato che il pilota tedesco non sia anch’egli uno scrittore o anche solo un lettore appassionato, forse gli sarebbe venuto in mente che una scomparsa misteriosa emana fascino, è letteraria, e adesso non lo è più (o lo è di meno). Invece dettare a un giornalista scuse e ripensamenti tardivi, posticci, non dovuti (era in corso una guerra) è appena appena cronaca. Magari avrebbe fatto un gesto davvero letterario di portare il segreto, ed eventualmente il rimorso, con sé, fino alla tomba. Dal punto di vista umano sarebbe diventato un gigante, come quello su cui ha sparato. Sconosciuto ma gigante. Invece, adesso, ha avuto una paginetta in cronaca…
Qualche tempo fa un ex-pilota militare tedesco di 88 anni ha affermato di aver abbattuto l’apparecchio di Saint-Exupéry (l'articolo, in francese, lo trovate qui). Ha pure sostenuto che il francese era il suo scrittore preferito da ragazzo, e che se avesse saputo che era lui non avrebbe sparato. Peccato che il pilota tedesco non sia anch’egli uno scrittore o anche solo un lettore appassionato, forse gli sarebbe venuto in mente che una scomparsa misteriosa emana fascino, è letteraria, e adesso non lo è più (o lo è di meno). Invece dettare a un giornalista scuse e ripensamenti tardivi, posticci, non dovuti (era in corso una guerra) è appena appena cronaca. Magari avrebbe fatto un gesto davvero letterario di portare il segreto, ed eventualmente il rimorso, con sé, fino alla tomba. Dal punto di vista umano sarebbe diventato un gigante, come quello su cui ha sparato. Sconosciuto ma gigante. Invece, adesso, ha avuto una paginetta in cronaca…
foto dalla Rete

























